Digitalizzazione: un potenziale illimitato per le aziende del largo consumo

Un numero crescente di sfide nel settore dei beni di largo consumo impone alle aziende un profondo cambiamento delle attività necessarie per mantenere la competitività sul mercato. Il processo di globalizzazione contribuisce alla complessità di tutte le fasi della supply chain, inclusa la capacità di assicurare la qualità di un prodotto e la puntualità delle consegne. Aumentano anche le richieste di personalizzazione e consegne in giornata da parte dei consumatori, costringendo le aziende a operare con modalità nuove e innovative alla velocità della luce. Le aziende del largo consumo si devono muovere su scala globale, senza perdere di vista flessibilità, velocità, qualità e innovazione. Le realtà più innovative sfruttano la digitalizzazione, cioè l’integrazione e la condivisione delle informazioni fra diverse tecnologie digitali, per trasformare la loro attività e interagire più direttamente con i propri, al fine di favorire l’innovazione. Sfruttando le tecnologie software informatiche che da anni sostengono la produttività dell’industria manifatturiera discreta, ad esempio gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), simulazione avanzata e analisi dei big data, queste organizzazioni cominciano a cogliere benefici analoghi. La digitalizzazione offre alle aziende del largo consumo un potenziale illimitato, consentendo loro di proporre le innovazioni richieste dai clienti, con una velocità finora impensabile e con livelli di produttività e profitti che consentono di raggiungere gli obiettivi economici dell’azienda.

Sfide e opportunità da fattori esterni

drinks production plant in China

L’industria del largo consumo sta attraversando una fase di cambiamento che non ha precedenti negli ultimi 50 anni. Dagli alimentari, ai cosmetici, ai detersivi per la casa, il numero di linee di prodotti lanciate ogni anno è oggi trenta volte superiore agli anni Sessanta, con una brusca impennata a partire dal 2000. Nascono nuove aziende per coprire la domanda di una popolazione asiatica in continuo aumento o vengono lanciati nuovi prodotti per rispondere alle richieste di personalizzazione di clienti e commercianti. Risultato: non ci sono mai stati sul mercato così tanti prodotti di largo consumo. A titolo di esempio, la società di ricerche di mercato Mintel inserisce nel proprio database 33.000 prodotti nuovi ogni mese. Le aziende devono produrre miliardi di esemplari di ciascun prodotto, in centinaia di impianti differenti sparsi in tutto il mondo, per migliaia di clienti in tutti i Paesi. Questo ordine di grandezza e di complessità ha un prezzo. Molte aziende del largo consumo stanno capendo quanto sia complesso supportare la loro attività e, per farlo, prosciugano letteralmente la capacità di innovazione dei loro reparti di ricerca e sviluppo, proprio nel momento in cui i consumatori chiedono più innovazione.

I consumatori chiedono di più alle grandi marche, in particolare integrità e autenticità. La generazione dei Millennial, sempre più numerosi, guarda oltre le caratteristiche e i vantaggi ovvi di un prodotto e cerca anche ingredienti di provenienza etica, formule che non richiedano test su cavie animali, processi produttivi sostenibili che non impieghino manodopera minorile, e materiali riciclati o riciclabili. Affinché i clienti mettano un prodotto nel carrello della spesa, le aziende devono prestare grande attenzione a ogni singolo aspetto: ricette dei prodotti, origine delle materie prime, condizioni di lavoro e azioni di marketing mirate. Tutto questo portando sul mercato i prodotti preferiti dai consumatori con una rapidità senza precedenti.

I consumatori non sono gli unici attenti agli ingredienti. Negli ultimi cinque anni le autorità di controllo richiedono sempre più documentazione per ogni prodotto. Le aziende devono essere in grado di soddisfare requisiti normativi crescenti, come ad esempio il nuovo Food Safety Modernization Act. Devono inoltre essere reattive quanto serve per commercializzare velocemente nuovi prodotti e acquisire clienti, garantendo al tempo stesso la precisione e la qualità elevate necessarie per accontentare i regolatori.

E devono fare tutto ciò su scala globale. Con attività globali in diversi siti, le formule originali dei prodotti e i relativi processi produttivi devono essere adeguati alla disponibilità di materiali e attrezzature, in conformità con le leggi locali, mantenendo la qualità di prodotto omogenea richiesta dai clienti. Il controllo della qualità del prodotto è essenziale per mantenere l’integrità del marchio, sempre più importante per gli acquirenti moderni.

Infine, la produzione su larghissima scala rappresenta per le aziende del largo consumo una sfida unica nel suo genere. Quando si devono produrre miliardi di esemplari di un singolo articolo, il profitto dipende dall’efficienza delle attività di sviluppo, produzione e distribuzione. Si tratta di un problema completamente diverso rispetto all’industria manifatturiera discreta, dove una distinta base può contenere milioni di codici, ma i prodotti vengono realizzati in pochi impianti. Il largo consumo è un settore con ordini di grandezza e complessità completamente diversi.

Ciononostante, come altri settori dell’industria manifatturiera che si sono affidati alla digitalizzazione per risolvere le molte complessità del loro business, le aziende di prodotti di largo consumo hanno ora la possibilità di adottare le stesse soluzioni per rispondere all’evoluzione del proprio settore. L’attività è molto diversa, ma molti strumenti e cambiamenti di processo che hanno prodotto risultati per gli utilizzatori più maturi di sistemi PLM sono rilevanti anche per vincere le sfide che le aziende del largo consumo si trovano oggi ad affrontare.

Dati nascosti, un freno alla produttività e all’innovazione

I fattori esterni non sono le uniche sfide che molte aziende del largo consumo devono affrontare. Attualmente solo poche aziende del settore hanno una struttura di dati comune o una piattaforma condivisa per le informazioni utilizzate nelle diverse fasi della progettazione e della produzione. Questo significa che non esiste un’unica “fonte della verità” per ciascun prodotto. Spesso è difficile condividere le informazioni più preziose all’interno di un progetto o trasferirle ad altri progetti: questo limita il riutilizzo di informazioni critiche e determina la duplicazione senza valore aggiunto di lavoro già svolto. È possibile che singole voci vengano reinserite più di 10 volte in diversi sistemi lungo la catena del valore, aumentando il rischio di commettere errori, per non parlare dello spreco di produttività.

Ecco un esempio concreto: un determinato ingrediente viene spesso utilizzato in molti prodotti; cambiare un solo ingrediente contenuto in 20 prodotti fabbricati in tutto il mondo può significare dover aggiornare 2.000 specifiche di prodotto e oltre 100.000 codici. Un lavoro privo di valore aggiunto decisamente eccessivo in un momento in cui arrivare velocemente sul mercato è fondamentale per sopravvivere.

Dal digitale alla digitalizzazione: via libera ai dati e alla produttività

La buona notizia è che tutti i dati di cui avete bisogno per incrementare la produttività, aumentare il valore per il cliente e sostenere l’innovazione sono probabilmente già disponibili nella vostra azienda, e già in formato digitale. Quello che manca è una piattaforma software comune che trasformi tutti questi dati in informazioni utili, non solo sicure e protette, ma anche facili da trovare, comprendere, sfruttare e riutilizzare. È questa l’essenza della digitalizzazione. Le industrie discrete utilizzano da anni il software PLM per realizzare un’infrastruttura d’impresa digitale che funga da “unica fonte della verità” per tutte le informazioni di prodotto. Ora sempre più aziende di prodotti di consumo cominciano a fare la stessa cosa.

Un sistema PLM avanzato offre una visione ampia e trasparente su tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto, agevolando notevolmente la pianificazione dell’attività. La tecnologia PLM può aiutare le aziende di prodotti di consumo a prendere decisioni intelligenti e a reagire più velocemente ai cambiamenti. La trasparenza dei dati consente di effettuare analisi sia descrittive sia prescrittive, facendo emergere eventuali problemi e contribuendo a capire quali conseguenze può avere una decisione e come ottimizzare una soluzione. Nel tempo, i sistemi PLM adottati inizialmente per aumentare l’efficienza possono offrire una visione più approfondita, aiutando a trasformare risorse, processi e prodotti esistenti in un efficace “pacchetto di innovazione” che sostiene la crescita.

La digitalizzazione può produrre la combinazione di “agilità e precisione” necessaria a conquistare quote di mercato nell’attuale contesto dinamico ed esigente. Le aziende di prodotti di consumo possono digitalizzare l’intera gamma di prodotti e tutti i processi in un unico ambiente collaborativo. Invece di fare affidamento su archivi di dati separati o sugli hard disk dei dipendenti, possono collegare fra loro tutti i sistemi attraverso un’unica piattaforma. Questo “filo digitale” può correre dall’evoluzione dei consumi che genera nuove idee, passando per la formulazione della ricetta, le istruzioni di lotto e riempimento, i test di laboratorio, i rapporti con i fornitori, i controlli di qualità, fino a giungere alla realizzazione della grafica, delle etichette e delle confezioni per il lancio del prodotto. Le moderne soluzioni software PLM consentono alle aziende di ottimizzare il loro processo di innovazione, inserendo le informazioni una sola volta e facendole fluire automaticamente attraverso tutta l’organizzazione, la supply chain e la distribuzione.

Sfruttando questo percorso digitale delle informazioni, le aziende possono tracciare i progetti dalla fase di ricerca e sviluppo alla produzione, ottimizzare il processo e la progettazione dei prodotti, e migliorare il riutilizzo di conoscenze e risorse con maggiore efficienza. Pensiamo ad esempio al processo di confezionamento. Se un reparto vuole utilizzare la stessa grafica in diversi mercati, il team di marketing in ciascun Paese può sfruttare il file della grafica originale e i dati della formula e della definizione di prodotto. Invece di progettare e approvare una nuova grafica, possono accedere al file originale e adattarlo alle esigenze del mercato specifico. Oltre il 75% delle transazioni può essere eliminato riutilizzando i dati, automatizzando le attività e preservando le relazioni fra i dati su tutta la gamma di prodotti interessati.

Molte aziende evolute di prodotti di consumo stanno cominciando a costruire nel proprio sistema PLM modelli digitali che incorporano tutte le conoscenze dell’azienda per ogni singolo prodotto. Questi “gemelli digitali” riproducono ogni aspetto del prodotto e del suo ciclo di vita, ad esempio la definizione, la composizione e il design, oltre alle informazioni su requisiti di mercato, fabbricabilità, prestazioni, fornitori, rivenditori, sostenibilità e altro. Quando le aziende uniscono questi gemelli digitali a funzionalità di simulazione avanzata, hanno la possibilità di modellare e simulare a livello virtuale quello che prima richiedeva modelli fisici. Le aziende potranno così effettuare un numero maggiore di analisi in un tempo più breve, velocizzando i tempi di apprendimento. Questi modelli digitali possono contribuire a ridurre i costi di messa in funzione degli impianti produttivi per nuovi prodotti, raccogliendo tutte le informazioni necessarie per una qualifica efficace. Un direttore o tecnico di stabilimento è in grado di prevedere le esigenze di manutenzione e pianificare i relativi interventi quando interferiscono meno con la produzione, massimizzando l’utilizzo e la redditività della linea. Più in generale, le aziende acquisiscono maggiore controllo sulle gamme di prodotti e sulle modalità di immissione nel mercato e ritiro dallo stesso.

Le realtà più sofisticate stanno adottando tecniche avanzate di analisi e raccolta automatica dei dati per generare cruscotti in tempo reale (dashboard) che assicurano reattività, agilità e capacità di esecuzione abbinata a precisione. La capacità di automatizzare l’estrapolazione di informazioni fruibili dai dati di prodotto e di produzione per sviluppare piani realizzabili chiude il cerchio fra progettazione, produzione e prestazioni effettive in produzione. Di pari passo con la maturazione delle aziende nell’uso dell’analisi dei big data, matureranno anche i processi e le informazioni acquisite. L’analisi si evolverà da descrittiva, a diagnostica, a predittiva, a prescrittiva. L’analisi predittiva basata su big data raccolti da fonti sia esterne, come il mercato e i social media, sia interne, relativa alle prestazioni del prodotto per diversi team e divisioni, aiuta a capire quali progetti devono essere accelerati, quali richiedono più risorse o verifiche, e quando è il momento di coinvolgere la dirigenza per non perdere la finestra di opportunità.

L’analisi prescrittiva è invece interamente focalizzata sull’azione. Le aziende ricorrono all’analisi per sostenere la crescita dei ricavi e ridurre i costi di gestione. Le aziende del largo consumo sfruttano da anni l’analisi per la misurazione del mercato. La differenza sta nella possibilità di ricercare e analizzare big data contestualizzati da molteplici fonti, in pochi secondi, con una soluzione software in cloud fornita sotto forma di servizio (SaaS).

Se tutto ciò sembra lontano anni luce dai sistemi e dai processi ad hoc attualmente in uso presso la maggior parte delle aziende, ricordatevi che non bisogna cambiare tutto subito. La digitalizzazione mediante un sistema di gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM) che metta a disposizione un’unica “fonte della verità” integrata non è appannaggio esclusivo delle grandi aziende: è un passo che ogni impresa deve considerare e mettere in atto. Se state già usando il PLM, è importante collegare tutte le funzioni dell’organizzazione, dal livello direttivo, passando per i team di pianificazione e marketing, fino alla produzione e alla supply chain. La digitalizzazione, supportata da un percorso digitale, gemelli digitali, simulazione e analisi, può ridare vigore ad aziende che faticano a crescere. Un percorso digitale continuo porta benefici a tutti i reparti, consentendo a tutte le aree dell’organizzazione di accedere alle informazioni vitali di cui hanno bisogno per portare sul mercato giusto i prodotti giusti nei tempi giusti. La digitalizzazione non è una tecnologia, ma una strategia per la crescita della vostra azienda. È uno strumento per liberare capacità e consentire agli innovatori di tornare a fare innovazione, per realizzare il prodotto rivoluzionario che il mondo sta aspettando.

 

Scritto da Suzanne Kopcha, Vice President, Consumer Products and Retail Strategy di Siemens PLM Software

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