La misura dei consumi energetici

Obbligo legislativo o nuova spinta all’efficienza energetica?

Dalla chimica all’alimentare, dall’elettronica alla Grande Distribuzione Organizzata, tutti uniti per un confronto sui nuovi orizzonti della misura

La semplice diagnosi energetica, con stima dei consumi e degli indici di prestazione energetica obbligatoria, non è più sufficiente. Prima della prossima diagnosi, che sarà nel 2019, le aziende energivore dovranno dotarsi di sistemi per il monitoraggio e per la misura dei consumi, una nuova spesa da affrontare:

  • è un costo a fondo perduto?
  • è possibile avere qualche tipo di ritorno nell’affrontarlo?
  • quali sono i criteri per orientarsi?

Queste le domande a cui si è cercato di dare risposta nel workshop organizzato da Energy & Strategy Group il 15 novembre a Milano, al quale hanno partecipato un selezionato numero di aziende appartenenti a diversi settori industriali: dalla chimica all’alimentare, dall’elettronica alla Grande Distribuzione Organizzata.

Per potere rispondere a questi quesiti è necessario ampliare l’orizzonte, e valutare l’impatto che può l’avere la misura dei consumi energetici nell’andamento aziendale. Da una misura infatti, oltre a individuare gli interventi di efficientamento più opportuni, è possibile:

  • avere una maggiore accuratezza nella contabilità industriale, quindi definire con maggior precisione la correlazione tra consumi energetici e altri parametri aziendali. Ad esempio in ambito industriale è possibile trovare con precisione il rapporto tra il livello di produzione e il fabbisogno di gas metano, oppure in ambito grande distribuzione organizzata quantificare l’energia frigorifera come relazione fra temperatura esterna e consumo elettrico giornaliero
  • svolgere con maggior efficacia le attività di manutenzione, ad esempio è emerso che nella produzione di aria compressa il livello di manutenzione degli impianti e la rete di distribuzione influenzano il consumo specifico in kWh/mc
  • avere una maggior consapevolezza dei consumi delle singole macchine, importante ad esempio in fase di acquisto di nuove apparecchiature.

Il dibattito è stato preceduto da una breve sintesi dell’analisi del mercato dell’efficienza energetica nel comparto industriale presentata dal prof. Davide Chiaroni dell’Energy&Strategy Group, dalla quale è emerso che dal 2012 è aumentata notevolmente l’attenzione da parte degli operatori industriali verso la misura ed il controllo dei consumi energetici, e che ultimamente sta crescendo l’interesse verso l’adozione di approcci all’efficienza energetica sempre più strutturati e organici.

“L’impostazione di una strategia di monitoraggio è un primo passo verso la consapevolezza della correlazione tra sostenibilità energetica e competitività aziendale”, ha dichiarato a conclusione dell’incontro Giuseppe Caruso, direttore generale e fondatore di SOLGEN Consulting,” Il passo successivo è l’adozione di un Sistema di Gestione dell’Energia: lo strumento più corretto e naturale per realizzare la necessaria sinergia tra le diverse funzioni aziendali”

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