AB ENERGY – Impianti di cogenerazione anche per la media e piccola azienda

ABBATTIMENTO DEI COSTI E MINIMO IMPATTO SULL’AMBIENTE?

Gli impianti di cogenerazione AB Energy sono la soluzione, non solo per la grande industria ma anche per la media e la piccola.
AB Energy è nota in Italia e all’estero per i suoi impianti di cogenerazione. Ci può illustrare brevemente cosa è la cogenerazione e che differenza c’è tra questa  e la trigenerazione?
La cogenerazione consiste nella produzione simultanea di energia elettrica e termica, partendo da un’unica fonte, sia fossile che rinnovabile, all’interno di in un unico sistema integrato. Il principale vantaggio rispetto alla produzione tradizionale di energia con processi separati verte nel riutilizzo del calore che di solito rimane inutilizzato e viene disperso in atmosfera. Il concetto di cogenerazione è strettamente connesso a quello di “impianto cogenerativo”, cioè la tecnologia capace di attuare la produzione simultanea di energia elettrica e termica. La configurazione più comune di un cogeneratore prevede l’integrazione tra un motore, collegato a un generatore elettrico e un sistema di recupero del calore. Un cogeneratore può essere equiparato ad un gruppo elettrogeno che, invece di produrre soltanto energia elettrica, recupera anche il calore generato, innalzando così il rendimento complessivo. L’energia termica può essere utilizzata per uso industriale, per riscaldamento civile o per sistemi di raffreddamento e climatizzazione. In questi casi si parla di trigenerazione, cioè la produzione simultanea di energia termica, elettrica e frigorifera da un’unica fonte energetica. In altre parole, oltre a produrre energia elettrica, si utilizza l’energia termica recuperata dalla trasformazione per la produzione di energia frigorifera.

I vantaggi degli impianti di cogenerazione
La cogenerazione permette di risparmiare energia primaria fino al 30% e assicura benefici oggettivi, misurabili e quantificabili. Sul medesimo principio guida si basa anche la trigenerazione. Cogenerazione e trigenerazione rientrano nelle scelte strategiche delle aziende che vedono nell’efficienza energetica un’opportunità essenziale per ridurre i costi ed aumentare la loro competitività. Altrettanto importanti sono i vantaggi a livello di impatto ambientale, in quanto vengono ridotte significativamente le emissioni di CO2  grazie al minor consumo di combustibile fossile. Ecco perché la cogenerazione rientra a pieno titolo nella politica energetica sostenibile, in sintonia con gli obiettivi dell’Unione Europea del “20-20-20” e con le altre disposizioni comunitarie per la salvaguardia ambientale.

Dott. Barochelli, può spiegare quali vantaggi derivano dall’impiego di fonti di energia rinnovabile? Sia sotto l’aspetto ambientale, che sotto quello economico.
La bio-cogenerazione, cioè la cogenerazione da biogas, costituisce sia un’opportunità di business estremamente interessante per le imprese agricole, sia una scelta lungimirante per società pubbliche e private che puntano alla produzione e valorizzazione del biogas in un’ottica di elevato rendimento energetico e di ecosostenibilità. Con la bio-cogenerazione si producono, infatti, energia elettrica e termica utilizzando scarti agricoli e zootecnici, oppure impiegando materia proveniente da colture dedicate, o ancora frazioni organiche di rifiuti urbani.

I vantaggi economici per il cliente sono: la possibilità di cedere energia elettrica alle rete a prezzi predeterminati e garantiti; l’ottenimento di un elevato rendimento economico grazie alla tariffa unica omnicomprensiva; la garanzia di poter avere una risorsa continua di calore a prezzo costante da impiegare nelle diverse soluzioni (riscaldamento urbano, aziendale e industriale); la migliore gestione dei nitrati provenienti dai reflui zootecnici e il possibile riutilizzo agronomico del digestato.
I vantaggi ambientali, invece, sono: la drastica riduzione degli odori e delle emissioni inquinanti; il bilancio praticamente nullo di emissione e consumo di CO2; la riduzione dei germi patogeni; l’utilizzo dei fanghi digeriti per il condizionamento del suolo ed infine il fatto che l’energia prodotta dall’impianto e non impiegata ad autoconsumo può essere ceduta ad enti no-profit o alla comunità.

Che tipo di investimento comporta mediamente installare un impianto? Al momento esistono incentivi che ne favoriscono l’introduzione?
L’investimento per un impianto di cogenerazione dipende dalla tipologia di impianto installato: a partire da 200/300 mila euro per i piccoli impianti (100-200-300 kW) fino a superare il milione di euro quando si valica il tetto del MW.
Per quanto concerne il discorso legato agli incentivi, per la cogenerazione a metano è da poco entrato in vigore il D.M. 5 settembre 2011 che definisce i meccanismi incentivanti per la cogenerazione ad alto rendimento (CAR), una tecnologia diffusa soprattutto in settori industriali ad alto consumo di energia termica e nel settore dei servizi annessi a reti di teleriscaldamento urbano. L’incentivo si basa sul sistema dei Certificati Bianchi, che vengono riconosciuti per un periodo di 10 anni  per gli impianti di produzione e di 15 anni per gli impianti abbinati al teleriscaldamento, oltre all’applicazione di un coefficiente (k) differenziato per cinque scaglioni di potenza, in modo da poter  tenere conto dei diversi rendimenti medi degli impianti.
Per la cogenerazione da biogas, invece, fino alla fine del 2012 saranno in vigore specifiche politiche di incentivazione governative che permettono alle imprese agricole di entrare in modo vantaggioso nel mercato dell’elettricità, cedendo alla rete i kWh prodotti dall’impianto ad una tariffa omnicomprensiva di 0,28 €.

In quali ambiti dell’industria alimentare è possibile e decisamente consigliabile installare un impianto?
Il Gruppo AB si rivolge a tutti i settori nei quali la cogenerazione può offrire i migliori risultati in termini di riduzione dei consumi energetici ed impatto eco ambientale. Realtà industriali ed imprese agricole si affidano all’esperienza a 360° di AB per una partnership ad elevato rendimento. L’industria alimentare, in particolar modo, rappresenta un esempio importante di quanto la cogenerazione possa essere un elemento sempre più determinante nelle politiche industriali, una “voce” strategica che può permettere loro di  crescere in mercati sempre più competitivi. Questo vale in molti ambiti dell’industria alimentare: la cogenerazione è idonea per i pastifici, per le aziende lattiero-casearie, per le aziende che producono cioccolato e caffè, nel settore delle carni, oltre che per tutto il comparto beverage.
E’ possibile applicare la Vostra tecnologia anche in realtà industriali medio piccole, oltre che grandi?
Il Gruppo AB mette a disposizione una gamma completa di soluzioni impiantistiche tali da poter soddisfare ogni necessità ed esigenza del cliente. Quindi la risposta è certamente sì. Per quanto riguarda la cogenerazione da biogas, AB propone soluzioni a partire da 60 kW fino a 1.500 kW ideali per ogni impresa agro-zootecnica: impianti che raggiungono vette di 8.700 ore/anno di operatività (99%).
Nel settore industriale, invece, risultati di efficienza energetica sempre ai massimi livelli di rendimento assicurano il rientro dall’investimento in tempi certi grazie alla possibilità di scegliere, in collaborazione e con la consulenza dei tecnici AB, la taglia esatta del’impianto in ragione delle specifiche esigenze.

Ci può citare alcune collaborazioni, in cui l’installazione dei Vostri impianti è un tipico esempio per ciò che concerne l’impiego nell’industria alimentare?
Nestlè, Amadori, Mukki – Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno, Inalca – Gruppo Cremonini, Pastificio Rummo, Pastificio Ferrara, Spumador, Martini & Rossi, Buitoni.

SETTORE LATTIERO-CASEARIO
impianto di cogenerazone AB Energy installato presso la Centrale del Latte Mukki

LA COGENERAZIONE NELL’INDUSTRIA DEL LATTE: ENERGIA 24 ORE SU 24 PER LA PRODUZIONE DI OLTRE 37 MILIONI DI LITRI ALL’ANNO.
Meno emissioni, meno costi e più rendimento in una filiera produttiva tradizionalmente ad elevato consumo termico ed elettrico. La filiera del latte, per la specificità dei suoi cicli produttivi, necessita di elevate quantità di energia, destinate in particolare ai trattamenti termici dei prodotti e al funzionamento degli impianti. Si tratta di un’operatività che si svolge in tutto l’arco delle 24 ore e richiede una disponibilità energetica flessibile e costante per la produzione anche di migliaia di litri ogni giorno. Risulta evidente, pertanto, la necessità di ottimizzare i consumi nel rapporto costi-benefici, per poter usufruire del massimo rendimento energetico con un risparmio sostanziale in termini di spesa ed emissioni. E’ inoltre preferibile che i risultati siano misurabili a breve termine. La scelta della cogenerazione va proprio in questa direzione. Usufruire di una tecnologia di cogenerazione come quella fornita da AB Energy significa avere a disposizione una soluzione energetica attiva 24 ore su 24 ogni giorno dell’anno, che permette l’utilizzo anche della parte di energia normalmente dispersa dai sistemi tradizionali (circa il 55%). Un considerevole abbattimento dei costi e delle emissioni, pur mantenendo lo stesso elevato livello di produttività, sia nella quantità che nella qualità.
L’esperienza della centrale del latte di Firenze Mukki evidenzia l’importanza della cogenerazione per una filiera come quella lattiero-caseraia, che richiede una gestione impiantistica orientata a sfruttare al massimo la componente energetica, sia nella traduzione elettrica che termica.
La Centrale del Latte Mukki ritira annualmente 37 milioni di litri di latte da circa 140 stalle toscane e li distribuisce a oltre 12.000 punti vendita.
Oltre al latte fresco e a lunga conservazione, l’offerta aziendale comprende anche panna fresca, yogurt, burro e diverse specialità di formaggi freschi.
Con oltre 1200 dipendenti e 200 mezzi per la raccolta e la distribuzione del prodotto, Mukki è leader nell’area regionale con una quota di mercato di oltre il 60% e un ritorno economico sul territorio di 45 milioni di euro ogni anno.
Una realtà tanto attenta ai lavoratori e ai consumatori quanto all’ambiente, al risparmio energetico e alla tutela del territorio. La scelta della cogenerazione è, quindi, una decisione che rientra perfettamente nella filosofia e nelle strategie aziendali di Mukki, per la quale l’innovazione si pone al servizio del concetto di “Qualità competitiva”.

SETTORE PASTA
La straordinaria efficacia della cogenerazione applicata all’industria alimentare
La trigenerazione come scelta consapevole per la qualità Rummo.
Un impianto che ottimizza l’efficacia dei vettori energetici, riducendo l’impatto ambientale.
Il nuovo impianto di trigenerazione progettato, realizzato ed installato da AB Energy per il Pastificio Rummo, va ad aggiungersi e ad arricchire un patrimonio di esperienze molto significativo, un dialogo di collaborazione fra AB Energy e le imprese nel mondo della pasta che vanta case history di rilievo in varie regioni d’Italia.
Questo fatto sottolinea come le imprese del suddetto settore sono alla ricerca di partner propositivi e soluzioni concrete per abbattere i costi e migliorare la propria efficienza energetica. Vi sono poi da considerare i positivi risvolti in termini di impegno ambientale, ora più che mai importanti in ottica di adeguamento alle evoluzioni legislative e “spendibili” a livello di marketing.
Soprattutto per chi produce alimenti fortemente e idealmente legati al proprio territorio e alla ”naturalità” del prodotto.
Anche per questi motivi, l’esperienza col pastificio Rummo si rivela significativa al di là della tecnologia applicata al progetto.

I vantaggi tecnico-funzionali della trigenerazione
L’impianto installato presso il Pastificio Rummo è un significativo esempio dei vantaggi offerti dalla moderna tecnologia di trigenerazione.
La trigenerazione è uno specifico campo dei sistemi di cogenerazione che, oltre a produrre energia elettrica, consente di utilizzare l’energia termica recuperata dal cogeneratore anche per produrre energia frigorifera, vale a dire acqua refrigerata per il condizionamento o per i processi industriali.
La trasformazione dell’energia termica in energia frigorifera è resa possibile dall’impiego del ciclo frigorifero ad assorbimento, il cui funzionamento si basa sulla trasformazione di stato del fluido refrigerante in combinazione con la sostanza utilizzata quale assorbente. Le coppie principali di refrigerante/assorbente usate sono acqua/bromuro di litio e ammoniaca/acqua. Rispetto alla generazione di sola energia elettrica, in un sistema di trigenerazione il rendimento globale aumenta perché viene sfruttata una maggiore percentuale del potere calorifico del combustibile. Vi è, inoltre, da considerare che le centrali termoelettriche convenzionali convertono circa un terzo dell’energia del combustibile in elettricità (il resto è perso in calore), mentre in un impianto trigenerativo più di 4/5 della stessa energia è sfruttata, visto che il calore è recuperato direttamente (funzionamento cogenerativo) o come fonte per un ciclo frigorifero ad assorbimento (funzionamento trigenerativo).
L’energia prodotta dall’impianto è utilizzata per alimentare il processo di produzione della pasta.
In particolare, l’energia termica viene utilizzata sia per l’essicazione della pasta, sia per il raffreddamento della stessa fino alla temperatura idonea al confezionamento, secondo i principi che caratterizzano il procedimento Rummo.

SETTORE INDUSTRIA CARNE
AB ENERGY per INALCA (Gruppo Cremonini)
Una perfetta integrazione funzionale fra cogenerazione e biocogenerazione.
La società Inalca, leader in Italia nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati a base di carne, ha inaugurato nel novembre 2010 un nuovo impianto di biogas nel proprio stabilimento di Ospedaletto Lodigiano (LO), destinato alla produzione di energia da fonti rinnovabili costituite principalmente da biomasse e da sottoprodotti della macellazione.
Il nuovo impianto si affianca ai due esistenti in centrale alimentati a gas naturale, costituendo un interessante esempio di integrazione funzionale fra cogenerazione e biocogenerazione nel settore dell’industria alimentare. Tutti gli impianti sono stai progettati, realizzati ed installati da AB Energy che si riconferma partner dell’industria nei più ambiziosi obiettivi di efficienza energetica.
Il complesso industriale di Ospedaletto Lodigiano  è il più grande e moderno impianto europeo per la macellazione e la lavorazione delle carni bovine, una struttura fortemente energivora, che necessita contemporaneamente di energia elettrica ed altrettanto calore e acqua calda per i suoi processi produttivi, anche finalizzati al lavaggio dei macchinari.
Per questo la cogenerazione rappresenta un’eccellente opportunità di performance energetiche e risparmio economico.
Vi era, inoltre, da parte del Gruppo Cremonini il preciso obiettivo di sviluppare ulteriormente i progetti per la sostenibilità ambientale avviati già da diversi anni (Inalca ha ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001 sin dal 2004).
Inalca produce e commercializza un assortimento completo di carni bovine, fresche e surgelate, confezionate sottovuoto e in atmosfera protettiva, carni cotte ed elaborati pronti, carni in scatola ed estratti di carne, oltre ad un’ampia gamma di sottoprodotti.

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